XVIII
SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
MARTEDÌ
2a salterio
UFFICIO DELLE LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Grande è il Signore:
venite adoriamo.
SALMO 99 La gioia di coloro che entrano nel tempio
Acclamate al Signore, voi tutti della terra, †
servite il Signore nella gioia, *
presentatevi a lui con esultanza. (Ant.)
Riconoscete che il Signore è Dio; †
egli ci ha fatti e noi siamo suoi, *
suo popolo e gregge del suo pascolo. (Ant.)
Varcate le sue porte con inni di grazie, †
i suoi atri con canti di lode, *
lodatelo, benedite il suo nome;
poiché buono è il Signore, †
eterna la sua misericordia, *
la sua fedeltà per ogni generazione. (Ant.)
Gloria al Padre e al Figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen. (Ant.)
Inno
Ascolta, o Padre santo,
la voce dei fedeli,
che invocano il tuo nome.
Tu spezza le catene,
guarisci le ferite,
perdona i nostri errori.
Senza te siam sommersi
in un gorgo profondo
di peccati e di tenebre.
Il tuo braccio potente
ci conduca a un approdo
di salvezza e di pace.
Sia onore e gloria al Padre,
al Figlio e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Affida al Signore la tua via,
ed egli compirà la sua opera.
SALMO 36, 1-11 (I) Il destino dell'empio e
del giusto
Non adirarti contro gli empi, *
non invidiare i malfattori.
Come fieno presto appassiranno, *
cadranno come erba del prato.
Confida nel Signore e fa’ il bene, *
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia nel Signore, *
esaudirà i desideri del tuo cuore.
Manifesta al Signore la tua via, *
confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia, *
come il meriggio il tuo diritto.
Sta’ in silenzio davanti al Signore *
e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo, *
per l'uomo che trama insidie.
Desisti dall'ira e deponi lo sdegno, *
non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati, *
ma chi spera nel Signore possederà la terra.
Ancora un poco e l'empio scompare, *
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
I miti invece possederanno la terra *
e godranno di una grande pace.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Affida al Signore la tua via,
ed egli compirà la sua opera.
2^ Antifona
Allontànati dal male, fa' il bene:
il Signore sostiene i giusti.
SALMO 36, 12-29 (II) Il destino dell'empio e
del giusto
L'empio trama contro il giusto, *
contro di lui digrigna i denti.
Ma il Signore ride dell'empio, *
perché vede arrivare il suo giorno.
Gli empi sfoderano la spada
e tendono l'arco †
per abbattere il misero e l'indigente, *
per uccidere chi cammina sulla retta via.
La loro spada raggiungerà il loro cuore *
e i loro archi si spezzeranno.
Il poco del giusto è cosa migliore *
dell'abbondanza degli empi;
le braccia degli empi saranno spezzate, *
ma il Signore è il sostegno dei giusti.
Conosce il Signore la vita dei buoni, *
la loro eredità durerà per sempre.
Non saranno confusi nel tempo della sventura *
e nei giorni della fame saranno saziati.
Poiché gli empi periranno, †
i nemici del Signore appassiranno
come lo splendore dei prati, *
tutti come fumo svaniranno.
L'empio prende in prestito e non restituisce, *
ma il giusto ha compassione e dà in dono.
Chi è benedetto da Dio possederà la terra, *
ma chi è maledetto sarà sterminato.
Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo *
e segue con amore il suo cammino.
Se cade, non rimane a terra, *
perché il Signore lo tiene per mano.
Sono stato fanciullo e ora sono vecchio, †
non ho mai visto il giusto abbandonato *
né i suoi figli mendicare il pane.
Egli ha sempre compassione e dà in prestito, *
per questo la sua stirpe è benedetta.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, *
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli; †
gli empi saranno distrutti per sempre *
e la loro stirpe sarà sterminata.
I giusti possederanno la terra *
e la abiteranno per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Allontànati dal male, fa' il bene:
il Signore sostiene i giusti.
3^ Antifona
Spera nel Signore
e seguì la sua via.
SALMO 36, 30-40 (III) Il
destino dell'empio e del giusto
La bocca del giusto proclama la sapienza, *
e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore, *
i suoi passi non vacilleranno.
L'empio spia il giusto *
e cerca di farlo morire.
Il Signore non lo abbandona alla sua mano, *
nel giudizio non lo lascia condannare.
Spera nel Signore e segui la sua via: †
ti esalterà e tu possederai la terra *
e vedrai lo sterminio degli empi.
Ho visto l'empio trionfante *
ergersi come cedro rigoglioso;
sono passato e più non c'era, *
l'ho cercato e più non si è trovato.
Osserva il giusto e vedi l'uomo retto, *
l'uomo di pace avrà una discendenza.
Ma tutti i peccatori saranno distrutti, *
la discendenza degli empi sarà sterminata.
La salvezza dei giusti viene dal Signore, *
nel tempo dell'angoscia è loro difesa;
il Signore viene in loro aiuto e li scampa, †
li libera dagli empi e dà loro salvezza, *
perché in lui si sono rifugiati.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Spera nel Signore
e seguì la sua via.
Versetto
V. Insegnami sapienza e conoscenza:
R. ho fiducia nelle tue parole.
Prima Lettura
Dal
libro del profeta Amos 7,1-17
Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: egli formava uno sciame di
cavallette quando cominciava a germogliare la seconda erba, quella che spunta
dopo la falciatura del re. Quando quelle stavano per finire di divorare l'erba
della regione, io dissi: «Signore Dio, perdona, come potrà resistere
Giacobbe? È tanto piccolo». Il Signore si impietosì: «Questo non
avverrà», disse il Signore.
Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore Dio chiamava per il
castigo il fuoco che consumava il grande abisso e divorava la campagna. Io
dissi: «Signore Dio, desisti! Come potrà resistere Giacobbe? È tanto piccolo».
Il Signore se ne pentì: «Neanche questo avverrà», disse il Signore.
Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore stava sopra un muro
tirato a piombo e con un piombino in mano. Il Signore mi disse: «Che cosa vedi,
Amos?». Io risposi: «Un piombino». Il Signore mi disse: «Io pongo un piombino
in mezzo al mio popolo, Israele; non gli perdonerò più. Saranno demolite le
alture d'Isacco e i santuari d'Israele saranno ridotti in rovine, quando io mi
leverò con la spada contro la casa di Geroboàmo».
Amasia, sacerdote di Betel, mandò a dire a Geroboàmo
re di Israele: «Amos congiura contro di te in mezzo alla casa di Israele; il
paese non può sopportare le sue parole, poiché così dice Amos: Di spada morirà Geroboàmo e Israele sarà condotto in esilio lontano dal suo
paese». Amasia disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritirati verso il paese di
Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare ma a Betel non
profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del
regno». Amos rispose ad Amasia:
«Non ero profeta, né figlio di profeta;
ero un pastore e raccoglitore di sicomori;
il Signore mi prese di dietro al bestiame
e il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele.
Ora ascolta la parola del Signore: Tu dici: Non profetizzare contro Israele, né
predicare contro la casa di Isacco. Ebbene, dice il Signore: Tua moglie si
prostituirà nella città, i tuoi figli e le tue figlie cadranno di spada, la tua
terra sarà spartita con la corda, tu morirai in terra immonda e Israele sarà
deportato in esilio lontano dalla sua terra».
Responsorio Cfr. Am
3, 7. 8; 7, 15
R. Il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo
consiglio ai suoi servi, i profeti: * Dio ha parlato: chi può
non profetare?
V. Il Signore mi prese mentre seguivo il gregge e mi disse: Va',
profetizza al mio popolo.
R. Dio ha parlato: chi può non profetare?
Seconda Lettura
Dalle
lettere dette di Barbana (Capp. 5,1-8;
6,11-16; Funk, 1,13-15.19.21)
Il Signore accettò di dare il suo corpo alla morte perché ci
fossero rimessi i peccati e fossimo santificati mediante il lavacro del suo
sangue. Di lui infatti è stato scritto: Egli è stato trafitto per i nostri
delitti, schiacciato per le nostre iniquità; per le sue piaghe noi siamo stati
guariti; come agnello fu condotto al macello, come pecora muta di fronte ai
suoi tosatori (cfr. Is 53,5-7). Queste parole
riguardano il popolo ebreo, ma anche noi.
Dobbiamo dunque rendere grazie al Signore perché ci ha mostrato le cose
passate, ci ha istruito sulle presenti, e non ci ha lasciati privi della
conoscenza delle cose future.
Fratelli miei, il Signore ha voluto subire la morte per la nostra vita, lui
padrone di tutto il mondo, lui, al quale Dio disse nella creazione del mondo:
«Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza» (Gn
1,26). Come dunque ha potuto subire la morte per mano di uomini? Rispondono i
profeti, che furono illuminati dai suoi carismi proprio per parlare di lui.
Egli doveva apparire nella carne, e così distruggere la morte e mostrare la
risurrezione dai morti. Doveva accettare di soffrire per compiere le promesse
fatte ai Padri. Si sarebbe preparato un popolo nuovo, e avrebbe dimostrato, già
durante la sua vita terrena, che, dopo la risurrezione finale, sarebbe stato il
giudice di tutti.
Il Signore, per mezzo della remissione dei peccati, ci fece creature nuove e
innocenti come bambini. Ci diede una dignità singolare quando disse: Facciamo
l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, domini sugli animali della
terra, gli uccelli del cielo e i pesci del mare (cfr. Gn
1,26). Riferendosi poi alla seconda creazione, da lui operata, disse ancora:
Ecco che io faccio le ultime cose come le prime. Di questo stato di nuova
creatura parla l'autore sacro quando afferma: Entrate nella terra dove scorre
latte e miele e prendetene possesso (cfr. Es 33,3)
Ecco allora che noi siamo stati formati una seconda volta. Lo afferma il
profeta: Ecco, dice il Signore, strapperò da loro (cioè da quelli predestinati
dallo Spirito divino) i cuori di pietra e vi metterò cuori di carne (cfr. Ez 11,19). Per questo si fece carne e abitò fra noi. Da
allora il nostro cuore è diventato tempio santo e dimora del Signore.
In altro luogo il Verbo si domanda: Dove mi presenterò a Dio, mio Signore, per
celebrarlo? E risponde: Ti celebrerò nell'adunanza dei miei fratelli e canterò
a te nel mezzo della riunione dei santi (cfr. Sal 21,23).
Vedete che siamo noi quelli della terra promessa!
Responsorio At 3, 25; Gal 3, 8
R. Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con
i vostri padri, quando disse ad Abramo: * Nella tua discendenza
saranno benedetti tutti i popoli della terra.
V. La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani
per la fede, preannunziò ad Abramo:
R. Nella tua discendenza saranno benedetti tutti i popoli della
terra.
Orazione
Mostraci la tua continua benevolenza, o Signore, e assisti il tuo
popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua
creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù
Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito
Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.