XVIII SETTIMANA
DEL TEMPO ORDINARIO
VENERDÌ
2a salterio
UFFICIO DELLE LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Buono è il Signore con noi:
benedite il suo nome!
SALMO 66 Tutti i popoli glorifichino il Signore
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza. (Ant.)
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
Esultino le genti e si rallegrino, †
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra. (Ant.)
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano tutti i confini della terra. (Ant.)
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen. (Ant.)
Inno
Creati per la gloria del tuo nome,
redenti dal tuo sangue sulla croce,
segnati dal sigillo del tuo Spirito,
noi t'invochiamo: salvaci, o Signore!
Tu spezza le catene della colpa,
proteggi i miti, libera gli oppressi
e conduci nel cielo ai quieti pascoli
il popolo che crede nel tuo amore.
Sia lode e onore a te, pastore buono,
luce radiosa dell'eterna luce,
che vivi con il Padre e il Santo Spirito
nei secoli dei secoli glorioso. Amen.
1^ Antifona
Non punirmi, Signore,
nel tuo sdegno, abbi pietà di me.
SALMO 37, 2-5 (I) Implorazione del
peccatore in estremo pericolo
Signore, non castigarmi nel tuo sdegno, *
non punirmi nella tua ira.
Le tue frecce mi hanno trafitto, *
su di me è scesa la tua mano.
Per il tuo sdegno non c'è in me nulla di sano, *
nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.
Le mie iniquità hanno superato il mio capo, *
come carico pesante mi hanno oppresso.
Gloria al Padre e al Figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Non punirmi, Signore,
nel tuo sdegno, abbi pietà di me.
2^ Antifona
Ogni mio desiderio
è di fronte a te, o Signore.
SALMO 37, 6-13 (II) Implorazione del
peccatore in estremo pericolo
Putride e fetide sono le mie piaghe *
a causa della mia stoltezza.
Sono curvo e accasciato, *
triste mi aggiro tutto il giorno.
I miei fianchi sono torturati,*
in me non c'è nulla di sano.
Afflitto e sfinito all'estremo, *
ruggisco per il fremito del mio cuore.
Signore, davanti a te ogni mio desiderio *
e il mio gemito a te non è nascosto.
Palpita il mio cuore, †
la forza mi abbandona, *
si spegne la luce dei miei occhi.
Amici e compagni
si scostano dalle mie piaghe, *
i miei vicini stanno a distanza.
Tende lacci chi attenta alla mia vita, †
trama insidie chi cerca la mia rovina *
e tutto il giorno medita inganni.
Gloria al Padre e al Figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Ogni mio desiderio
è di fronte a te, o Signore.
3^ Antifona
A te confesso la mia colpa;
non abbandonarmi, Dio, mia salvezza.
SALMO 37, 14-23 Implorazione del peccatore in
estremo pericolo
Io, come un sordo, non ascolto †
e come un muto non apro la bocca; *
sono come un uomo
che non sente e non risponde.
In te spero, Signore; *
tu mi risponderai, Signore Dio mio.
Ho detto: «Di me non godano,
contro di me non si vantino *
quando il mio piede vacilla».
Poiché io sto per cadere *
e ho sempre dinanzi la mia pena.
Ecco, confesso la mia colpa, *
sono in ansia per il mio peccato.
I miei nemici sono vivi e forti, *
troppi mi odiano senza motivo,
mi pagano il bene col male, *
mi accusano perché cerco il bene.
Non abbandonarmi, Signore, *
Dio mio, da me non stare lontano;
accorri in mio aiuto, *
Signore, mia salvezza.
Gloria al Padre e al Figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
A te confesso la mia colpa;
non abbandonarmi, Dio, mia salvezza.
Versetto
V. I miei occhi si consumano nell'attesa,
R. per la promessa del mio salvatore.
Prima Lettura
Dal
libro del profeta Osea 2, 4. 8-25
Così dice il Signore:
Accusate vostra madre,
accusatela,
perché essa non è più mia moglie
e io non sono più suo marito!
Si tolga dalla faccia i segni delle sue prostituzioni
e i segni del suo adulterio dal suo petto.
Perciò ecco, ti sbarrerò la strada di spine
e ne cingerò il recinto di barriere
e non ritroverà i suoi sentieri.
Inseguirà i suoi amanti,
ma non li raggiungerà,
li cercherà senza trovarli.
Allora dirà: «Ritornerò al mio marito di prima
perché ero più felice di ora».
Non capì che io le davo
grano, vino nuovo e olio
e le prodigavo l'argento e l'oro
che hanno usato per Baal.
Perciò anch'io tornerò a riprendere
il mio grano, a suo tempo,
il mio vino nuovo nella sua stagione;
ritirerò la lana e il lino
che dovevan coprire le sue nudità.
Scoprirò allora le sue vergogne
agli occhi dei suoi amanti
e nessuno la toglierà dalle mie mani.
Farò cessare tutte le sue gioie,
le feste, i noviluni, i sabati,
tutte le sue solennità.
Devasterò le sue viti e i suoi fichi,
di cui essa diceva:
«Ecco il dono che mi han dato i miei amanti».
La ridurrò a una sterpaglia
e a un pascolo di animali selvatici.
Le farò scontare i giorni dei Baal,
quando bruciava loro i profumi,
si adornava di anelli e di collane
e seguiva i suoi amanti
mentre dimenticava me!
Oracolo del Signore.
Perciò, ecco, la attirerò a me,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Le renderò le sue vigne
e trasformerò la valle di Acor
in porta di speranza.
Là canterà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì
dal paese d'Egitto.
E avverrà in quel giorno
— oracolo del Signore —
mi chiamerai: Marito mio,
e non mi chiamerai più: Mio padrone.
Le toglierò dalla bocca
i nomi dei Baal,
che non saranno più ricordati.
In quel tempo farò per loro un'alleanza
con le bestie della terra
e gli uccelli del cielo
e con i rettili del suolo;
arco e spada e guerra
eliminerò dal paese;
e li farò riposare tranquilli.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nella benevolenza e nell'amore,
ti fidanzerò con me nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore.
E avverrà in quel giorno
— oracolo del Signore —
io risponderò al cielo
ed esso risponderà alla terra;
la terra risponderà con il grano,
il vino nuovo e l'olio
e questi risponderanno a Izreel.
Io li seminerò di nuovo per me nel paese
e amerò Non-amata;
e a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio,
ed egli mi dirà: Mio Dio.
Responsorio Ap 19, 7. 9; Os 2, 22
R. Sono giunte le nozze dell'Agnello; la sua sposa è pronta. * Beati
gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!
V. Ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.
R. Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!
Seconda Lettura
Dal
«Cantico spirituale» di san Giovanni della Croce, sacerdote (Red. A, str. 38)
L'anima unita e trasformata in Dio vive in Dio e per Dio, e riflette verso di
lui lo stesso impulso vitale che egli le trasmette. E' ciò che ha inteso dire,
penso, san Paolo quando scrisse: «E che voi siete figli ne è prova il fatto che
Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà,
Padre» (Gal 4, 6), la qual cosa accade ai perfetti
nella maniera suddetta.
Non bisogna ritenere impossibile che nell'anima avvenga una cosa tanto sublime.
Infatti quando Dio le fa la grazia di giungere ad essere deiforme e unita con
la Santissima Trinità, essa diventa Dio per partecipazione. Allora si rende
possibile nell'anima un'altra vita intellettiva, conoscitiva e caritativa,
realizzata nella Trinità, in unione con la Trinità e simile a quella della
stessa trinità. Ciò tuttavia solo per comunicazione, perché è sempre Dio che
opera tutto ciò che si verifica nell'anima. Come poi ciò avvenga, non si può
sapere né si può esprimere. Si può solo dimostrare che il Figlio di Dio ci
ottenne uno stato tanto sublime e ci meritò di poter essere figli di Dio e lo
chiese al Padre dicendo: «Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano
con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato»
(Gv 17, 24), vale a dire che per partecipazione compiano in noi la stessa opera
che io compio per natura, cioè quella di spirare lo Spirito Santo. Disse anche:
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola
crederanno in me: perché tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e
io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi
hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché
siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti
nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai
amato me» (Gv 17, 20-23).
Dio quindi ha comunicato loro lo stesso amore che al Figlio, e ciò non per
natura come al Figlio, ma per unione e per trasformazione d'amore. Il Figlio
chiede al Padre che gli eletti siano una cosa sola non come unica essenza e
natura come lo sono il Padre e il Figlio, ma nel senso di un'unione d'amore,
come il Padre e il Figlio vivono in unità di amor. Perciò le anime possiedono
per partecipazione gli stessi beni che possiede Dio per natura. In forza di ciò
esse sono veramente Dio per partecipazione, uguali a lui e sue compagne.
Perciò san Pietro dice: «Grazia e pace sia concessa a voi in abbondanza, nella
conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro. La sua potenza divina ci ha fatto
dono di ogni bene per quanto riguarda la vita e la pietà, mediante la
conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua gloria e potenza. Con queste
ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché
diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina» (2Pt 1, 2-4).
L'anima partecipa di Dio compiendo in compagnia di lui l'opera della Santissima
Trinità, nel modo già descritto, in forza di quell'unione, che ora la lega solo
imperfettamente all'Altissimo, ma nell'altra vita la vincolerà a lui in grado
assoluto. Tuttavia l'anima, giunta a questo stato, esperimenta un godimento
immenso e inesprimibile.
O anime create per vette così alte e ad esse chiamate, che cosa fate? In che
cosa vi intrattenete? Vorrete essere cieche dinanzi a tanta luce e sorde di
fronte a richiami così autorevoli?
Responsorio Cfr. 1Gv 3, 1. 2
R. Quale grande amore ci ha mostrato il Padre: * siamo
chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
V. Sappiamo che quando egli si sarà manifestato, saremo simili a
lui, perché lo vedremo come egli è:
R. siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
Orazione
Mostraci la tua continua benevolenza, o
Signore, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova
l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro
Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità
dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.